Applicazioni tecniche e commerciali
Applicazioni tecniche e commerciali
Il Protocollo A.S.A.P. (cfr. http://www.klink.it/protocollo-asap/ )è il principale strumento per mettere a frutto e riusare a livello europeo il lavoro, l'esperienza, gli investimenti e i risultati del progetto.
Per i decisori politici che intervengono sulla pianificazione territoriale, per i tecnici e gli specialisti del settore idrico e per i manager delle società pubbliche e private di gestione delle acque il Protocollo A.S.A.P. è un'opzione da valutare per l'applicazione nel loro campo d'influenza.
Il Protocollo A.S.A.P. è stato adottato come strategia di riferimento e come metodologia di lavoro nell'attività di risistemazione della rete idrica di Grosseto gestita da Acquedotto del Fiora. Il progetto è stato intrapreso nel luglio del 2009 e interessa c.a. 250 km di condotte relative ai comuni di Orbetello e Monte Argentario una zona ad altissimo rischio di infiltrazione salina e di depauperazione di zone umide. Il contratto ha una durata di 24 mesi e si prevede una riduzione dei prelievi intorno al 20%.
Cispel, l'associazione delle Utilities della Toscana (Italia), che ha compiti consultivi nei confronti della Regione Toscana e degli altri organismi di pianificazione ha incluso l'approccio A.S.A.P. come strategia di riferimento per la diminuzione della pressione sugli acquiferi attraverso la riduzione delle perdite e quando siano pianificate attività di riabilitazione delle reti. La raccomandazione di Cispel Toscana sarà plausibilmente recepita in un quadro normativo regionale più cogente.
Il Protocollo A.S.A.P. è stato validato dal gruppo di specialisti dell'Instituto Tecnológico del Agua (ITA) dell'Università Politecnica di Valencia guidati dal Prof. Enrique Cabrera Marcet ed è liberamente disponibile su Internet come documento che indica le tappe fondamentali per mettere in pratica lo stesso approccio in altre situazioni in cui ci sia un acquifero a rischio, oppure dove la buona politica intende prepararsi ad affrontare le incertezze sulla disponibilità dell'acqua nella prospettiva del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.
Il confronto internazionale condotto dall'Istituto Tecnologico di Galicia (ITG) indica che il protocollo ha un potenziale di applicazione che copre perlomeno le aree costiere del Mediterraneo.
Gli elementi principali dell'applicazione del Protocollo A.S.A.P.: vantaggi e limiti
Dall'esecuzione del progetto A.S.A.P. sono emersi i seguenti elementi:
Un altro limite, che è quello più rilevante è quello determinato dall'età della rete e dei dispositivi.
L'età della rete incide in maniera decisiva sulla durata dei benefici e sul loro valore cumulativo. In pratica una rete “vecchia” risponderà esibendo un grande vantaggio immediato all'applicazione del Protocollo A.S.A.P., ma tenderà a tornare rapidamente ad alti livelli di perdite non appena si riduca l'azione sistematica di ricerca e riparazione delle perdite.
Per contro l'applicazione di A.S.A.P. su reti efficienti consente di cumulare il vantaggio economico (tempestività, efficienza ed efficacia della ricerca e riparazione delle perdite) con il mantenimento a lungo termine di condizioni di basse perdite e quindi di minor pressione sulla risorsa.
Questo suggerisce che le precondizioni per l'applicazione del Protocollo A.S.A.P. dovrebbero essere sistematicamente incluse nei capitolati per la costruzione di nuovi acquedotti o per la riabilitazione di reti.
Per i decisori politici che intervengono sulla pianificazione territoriale, per i tecnici e gli specialisti del settore idrico e per i manager delle società pubbliche e private di gestione delle acque il Protocollo A.S.A.P. è un'opzione da valutare per l'applicazione nel loro campo d'influenza.
Il Protocollo A.S.A.P. è stato adottato come strategia di riferimento e come metodologia di lavoro nell'attività di risistemazione della rete idrica di Grosseto gestita da Acquedotto del Fiora. Il progetto è stato intrapreso nel luglio del 2009 e interessa c.a. 250 km di condotte relative ai comuni di Orbetello e Monte Argentario una zona ad altissimo rischio di infiltrazione salina e di depauperazione di zone umide. Il contratto ha una durata di 24 mesi e si prevede una riduzione dei prelievi intorno al 20%.
Cispel, l'associazione delle Utilities della Toscana (Italia), che ha compiti consultivi nei confronti della Regione Toscana e degli altri organismi di pianificazione ha incluso l'approccio A.S.A.P. come strategia di riferimento per la diminuzione della pressione sugli acquiferi attraverso la riduzione delle perdite e quando siano pianificate attività di riabilitazione delle reti. La raccomandazione di Cispel Toscana sarà plausibilmente recepita in un quadro normativo regionale più cogente.
Il Protocollo A.S.A.P. è stato validato dal gruppo di specialisti dell'Instituto Tecnológico del Agua (ITA) dell'Università Politecnica di Valencia guidati dal Prof. Enrique Cabrera Marcet ed è liberamente disponibile su Internet come documento che indica le tappe fondamentali per mettere in pratica lo stesso approccio in altre situazioni in cui ci sia un acquifero a rischio, oppure dove la buona politica intende prepararsi ad affrontare le incertezze sulla disponibilità dell'acqua nella prospettiva del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.
Il confronto internazionale condotto dall'Istituto Tecnologico di Galicia (ITG) indica che il protocollo ha un potenziale di applicazione che copre perlomeno le aree costiere del Mediterraneo.
Gli elementi principali dell'applicazione del Protocollo A.S.A.P.: vantaggi e limiti
Dall'esecuzione del progetto A.S.A.P. sono emersi i seguenti elementi:
- il vantaggio economico dell'applicazione di A.S.A.P. di breve periodo è direttamente proporzionale all'età della rete: il vantaggio di lungo termine è inversamente proporzionale all'età degli impianti;
- il vantaggio economico dell'applicazione di A.S.A.P. è tanto maggiore quanto più sono concentrate le fonti di approvvigionamento
- le prime modellazioni mostrano che l'applicazione del Protocollo A.S.A.P. può essere economicamente vantaggiosa anche su scale attorno ai 30.000 abitanti nelle situazioni in cui ci sia una forte fluttuazione stagionale derivante dalla pressione turistica (p.es. picchi che decuplicano la popolazione).
- necessità di pompaggio (nelle reti alimentate a caduta non ha senso l'applicazione di A.S.A.P.)
- alimentazione da acque sotterranee (anche se in alcune condizioni di alimentazione con acque superficiali ma con necessità di pompaggio il Protocollo può portare qualche beneficio in termini di efficienza operativa e di riduzione del contributo alle emissioni grazie al risparmio energetico che può produrre.
Un altro limite, che è quello più rilevante è quello determinato dall'età della rete e dei dispositivi.
L'età della rete incide in maniera decisiva sulla durata dei benefici e sul loro valore cumulativo. In pratica una rete “vecchia” risponderà esibendo un grande vantaggio immediato all'applicazione del Protocollo A.S.A.P., ma tenderà a tornare rapidamente ad alti livelli di perdite non appena si riduca l'azione sistematica di ricerca e riparazione delle perdite.
Per contro l'applicazione di A.S.A.P. su reti efficienti consente di cumulare il vantaggio economico (tempestività, efficienza ed efficacia della ricerca e riparazione delle perdite) con il mantenimento a lungo termine di condizioni di basse perdite e quindi di minor pressione sulla risorsa.
Questo suggerisce che le precondizioni per l'applicazione del Protocollo A.S.A.P. dovrebbero essere sistematicamente incluse nei capitolati per la costruzione di nuovi acquedotti o per la riabilitazione di reti.